TEAM G.R.S. gruppo ricerche subacquee                               aggiornato il 6-12-11

 

                                   tragedia in fondo al lago

di Cacelli Marco                                                          20-10-2008

                                                                  

     Tutto ha inizio più di 80 anni fà, quando sul  lago di Como  davanti a Gravedona, era in corso il collaudo

     del m.a.s. 144.

     I m.a.s. (motobarca armata silurante) erano usati dalla regia marina  duranta la 1° guerra mondiale come mezzi

     d'assalto, il cantiere taroni di carate lario era un costruttore di questo tipo di motoscafo veloce per impiegho

     militare.

     Era il 17 aprile 1918 il m.a.s., costruito dal cantiere nautico taroni di carate lario in collaborazione con la ditta

     maccia & marchini di milano, arrivava da carate, tutto era andato bene, quando davanti a gravedona un incendio

     divampa sul motoscafo, accorsero subito dei soccorsi, come un battipalo della lariana che era in zona, e alcune

     vedette della finanza, ma per il m.a.s. non ci fù nulla da fare, colò a picco, l'equipaggio dopo aver tentato il

     possibile saltò in àcqua per mettersi in salvo, meno il capo macchinista che sparì con il motoscafo, a bordo vi era

     anche il cavalier ferdinando taroni proprietario del cantiere e sindaco di carate, che saltato in àcqua con

     l'equipaggio fù aiutato da un capo marinaio che lo sostenne e lo portò in salvo a riva.

     Il cavalier taroni a nome anche della maccia & marchini e degli ufficiali della regia marina che erano presenti

     fece un ringraziamento sul quotidiano la provincia, elogiando tutti coloro che portarono soccorso, e lodò il

     marinaio oreste clerico che lo sostenne aiutandolo a raggiungere la riva, infine un commosso ricordo al giovane

     meccanico giovanni godi unica vittima, unendosi al lutto della famiglia e porgendo commose espresioni di vivo

     cordoglio.

ricostruzione grafica delle fasi dell'affondamento del m.a.s. 144

                          

      Due anni più tardi, quindi siamo nel 1920, l'ing, kalin  nato a trieste ma trapiantato a milano, aveva

      progettato e costruito un apparecchio sottomarino per il recupero di oggetti sommersi.

      Le prove furono svolte nel lago di como davanti a villa geno, portando l'apparecchio (presumiamo una

      batisfera) con a bordo una persona ad una profondità di -110 metri, tentando altre prove a -180 metri

      profondità mai raggiunte per un esploratore subacqueo, l'ing. soddisfatto dei risultati ottenuti era a

      conoscenza dell'importanza di questo suo apparecchio come del resto di altri progetti in campo

      sottomarino da lui elaborati, teniamo anche conto che era appena finita una guerra ed il recupero di

      oggetti sommersi era molto allettante, fu quindi molto elogiato per queste sue invenzioni. 

      L'ing.  kalin messo a conoscenza che nel 1918 affondò un m.a.s. nei pressi di gravedona, si mise subito

      all'opera per tentare il recupero.

      il 24 novembre 1920 erano sul posto, all'interno della batisfera prende posto il giovane meccanico

      riccardo schena, viene calato sul fondo tramite un cavo dal piroscafo falco, durante la discesa

      sembrava che tutto andasse bene, non si sà cosa sia successo, leggendo la stampa dell'epoca sembra

      che possa essersi verificato un incendio provocato da un corto circuito , il mio amico benito mangili

      mi raccontava della possibile rottura di uno o più oblò allagando l'apparecchio, tutte ipotesi, in realtà non

      si sà bene cosa sia successo, l'unica cosa certa è che ad un certo punto il cavo metallico che sosteneva

      la batisfera si spezza facendola ricadere sul fondo del lago con dentro il povero riccardo.

      Gli addetti all'operazione si accorsero subito della gravità di quello che stava capitando sotto i loro occhi

      ma non potettero fare niente, fu avvisato subito anche kalin che non potè far nulla se non costatare la

      tremenda tragedia che si era verificata, sul posto arrivarono anche degli operai della lariana per tentare delle

      ricerche ma fù tutto inutile , ogni tentativo di salvataggio risultò vano.

      Tutti rimasero sconvolti dal fatto, tra gli uomini regnava la più profonda costernazione per la perdita del

      povero riccardo schena, il mio amico benito m. di gravedona mi raccontava che la madre aveva conosciuto

      riccardo e lo aveva pregato di non immergersi perchè aveva paura che potesse succedergli qualcosa, destino

      volle che propio quel giorno capitò la tremenda sciagura.

      il sottoscritto in collaborazione con il gruppo embolo e in particolare con claudio silva, ha individuato i due

      relitti tramite un side scan sonar, dopo 3 anni di ricerche siamo riusciti a recuperare tutta la documentazione

       storica e operativa per il progetto di individuazione video e fotografico che andremo a svolgere a

      breve.

      Il ritrovamento è sicuramente di rilevanza storica ed è per questo che ci apprestiamo ad organizzare una

      spedizione per filmare e fotografare i resti dei due relitti per poter raccontare un'altra storia, magari

      arricchita con foto e documenti filmati ,su quella che è stata sicuramente una vera e propia

      tragedia in fondo al lago.

                  

                 

              foto:

              in alto a sinistra: m.a.s. 145 che procede a forte andatura 1918

              a destra : bubblicazione d'epoca ritraente una batisfera e un apparecchio per il recupero

              sotto a sinistra: visita del principe amedeo di savoia ai cantieri taroni

              a destra: prove e collaudo di m.a.s. presso i cantieri taroni

              in basso: a sinistra: la sonda del side scan sonar

              a destra: programma da noi usato per la ricostruzione grafica dell'area di ricerca 3D

              sotto a sinistra e a destra: fasi della campagna di ricerca del 2006

 

aggiornamento: volevo rispondere ad alcune persone che su un sito di appassionati di battelli della navigazione del lago di como, leggendo questo articolo, mi facevano notare che il piroscafo falco era stato demolito anni prima rispetto alla data dell'affondamento della batisfera, e quindi non poteva essere lui, in merito volevo rispondere che il battello falco utilizzato come appoggio per calare la batisfera è riportato a chiare lettere su articoli della provincia dell'epoca da noi ricercati e studiati, quindi non è un'invenzione, l'ipotesi che ci siamo fatti è che effettivamente il falco fu demolito molti anni prima ,ma poi parzialmente modificato come pontone mantenendo il nome falco, questo spiegherebbe il suo utilizzo con la batisfera la quale richiedeva una gru per il sollevamento, non siamo riusciti a trovare altro , se in merito qualcuno sapesse qualche novità in proposito può se vuole conttattarci siamo aperti a qualsiasi collaborazione.

foto piroscafo falco a como

 

aggiornato il 4-2-12                                 © 2012 team g.r.s.